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FONTE








Gli alieni, esistono o no? L’invasione è già cominciata nei dipinti della texana Esther Pearl Watson, che nelle sue immagini ritrae un ipotetico futuro.
L’umanità finirà per fuggire da enormi astronavi rosa? Niente affatto, lungi da indagare le questioni extraterrestri, l’artista reintepreta un ricordo infantile. Suo padre aveva come hobby la costruzione di enormi oggetti volanti poco graditi dai vicini di casa, il cui disappunto costringeva l’intera famiglia al trasloco.
Giocate su questo binario per metà autobiografico, le opere di Watson sono intelligenti e poetiche.
Alla Triennale di Milano il 10 marzo inaugura la mostra “Toko Shinoda. La linea e lo spazio”, dedicata ad una delle più famose pittrici viventi di sumi-e astratti, la pittura monocromatica ad inchiostro di china tipica giapponese.
Considerata dalla critica una delle più grandi artiste del XX secolo, Shinoda si è affermata nella scena artistica newyorkese degli anni Sessanta e Settanta, cominciando ad esporre per importanti gallerie accanto ad autori come Mark Rothko e Jackson Pollock.
Iniziata all’età di sei anni alla disciplina della calligrafica, Shinoda nelle sue opere risente della tradizione in particolare nell’uso del sumi e degli antichi inchiostri indiani dalle sfumature di rosso cinabro.
Le doti di immediatezza e grazia dell’artista vengono paragonate, nella mostra milanese, a quelle del pittore italiano, esponente dell’astratto concreto, Afro.
Fino al 5 aprile.
Toko Shinoda. La linea e lo spazio - Triennale - Milano


L’asta della straordinaria collezione d’arte di YSL continua a far parlare di sé, anche a diversi giorni di distanza. Prima per la cifra raggiunta da alcuni pezzi, come il dipinto di Matisse venduto per 32 milioni, poi per la querelle intorno ai due bronzi, una testa di topo e una testa di coniglio, realizzate nel Settecento da Giuseppe Castiglione e incluse nella fontana zodiacale di Yuanming Yuan, disegnata da Michel Benoist.
La Cina, che tramite il Fondo per il Patrimonio Nazionale sta rintracciando i tesori perduti nel corso della sua storia, aveva chiesto la restituzione delle due teste, in quanto pezzi trafugati dal Palazzo d’Estate di Pechino dalle truppe franco-britanniche durante la guerra dell’oppio nel 1870. Nel corso degli ultimi anni sono state raccolte alcune delle 12 teste che componevano la fontana zodiaco, ma non sembra che i bronzi di YSL torneranno a far parte della collezione originaria. Bergé infatti non ha accettato la richiesta, se non dopo la concessione della libertà al Tibet (che in pratica significa rifiutare visto come la pensa la Cina in proposito).
Quindi le due statue sono state messe all’asta da Christie’s e vendute la settimana passata per la cifra di 28 milioni di euro ad un collezionista cinese, Cai Mingchao.
Nuovo capitolo a sorpresa ieri. Il compratore non ha intenzione di pagarle, anche se non si sa se per questione di soldi o di principio. La mancanza di pagamento non è una novità alle aste, succede che compratori poi ritirino l’offerta. Solo che vista l’avventura del Topo e del Coniglio, qualche sospetto è lecito…