Totally Unnecessary Art

Gen 19

Milano. Polaroid: Easy Art?

Una mostra per celebrare la macchina fotografica Polaroid al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci.
La mostra internazionale e itinerante POLAROID: EASY ART? si terrà a Milano a partire dal 26 gennaio 2012. 130 immagini realizzate da 89 artisti saranno esposte al pubblico dal 27 gennaio 2012 al 26 febbraio.

Opening giovedì 26 Gennaio 2012, ore 18.30 . Ingresso libero via Olona 6.
Dal 27 gennaio la visita alla mostra è inclusa nel biglietto del Museo (ingresso via San Vittore 21)


La mostra fotografica, ideata e curata da Mirko Albini e realizzata in collaborazione con il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano (MUST), presenta 130 stampe fine art di immagini Polaroid realizzate da 89 artisti e fotografi provenienti da 12 paesi diversi.

Il progetto, giunto alla sua terza edizione (la prima al castello di Dolceacqua in Liguria nel 2010 , la seconda a Nizza nel 2011), vuole celebrare la macchina fotografica Polaroid, meraviglia tecnologica concepita a partire dal 1945 da Edwin Land, che per milioni di persone ha rappresentato il mezzo per documentare la realtà, fermare i ricordi e dare sfogo alla creatività in modo istantaneo.

Inoltre verranno allestiti dei mini atelier in cui far conoscere al pubblico del Museo la versatilità della tecnica Polaroid.

Gli artisti coinvolti nel progetto espositivo.

Agafia Polynchuk, Andre Fromont, Antoine Camus, Beat Burkhard, Bernd F. Oehmen, Birgit Zartl, Cass Cameron, Cécile Neyrat, Cedric Beal, Cedric Busquant , Chris Mettraux, Christel de Block, Christine Vacher, Christophe Cordier, Clement Grosjean, Corinne Heraud, Cyril Auvity, Daniel Gonzalez, Deborah Parkin, Elizerman, Emilie Forestier, Emilie Trouillet, Emmanuel Delaby, Eugenio Sinatra, Fabrice Abraham, Filippo Centenari, Florian Ferre, George Weiss, Gerald Chors, Guillaume Pollino + Eve le Gall, Harold Mareau, Irina Mashurova, Jacob Salomon, James Carroll, James Jimmy Moore, Jeanne Rossetto, Jeff Hutton, Jeffery Hilllier, Jena Ardell, Jeremy Malmasson, Jerome Allart, Jessica Reinhardt, John Gee Gibbons, Jonas Wettre, Jorge Crooke, Kelly Creed, Kelly Knaga, Lajos Gombos, Lia Saile, Luce Roux, Luke Serwach, Marion Lanciaux, Marion Carreno & Yannick Lemoine, Mark Erickson, Matteo Varsi, Maxime Simon, Michael Meniane, Mirko Albini, Morgan Kendall, Nelly Boustie, Nicola Delorme, Nicolas Darphin, Nuno Tudela, Noah Kolb, Olivier Facon, Paolo Mori, Patrick Cockpit, Penny Felts, Philippe Bourgoin, Philippe Garcia, Philippe Reichert, Renaud Bessaih, Rhiannon Adam, Riccardo Testolin, Rudy Ramos, Sheila Devlin, Siegfried Holzbauer, Stefano Aspiranti, Theo Delange, Thobias Kern, Thomas Fabiani, Thomas Ville, Thibault Tourmente, Valerie Evrard, Vincent Galiano, Vincent Lyky, Zhenya Radlov, Zora Strangefield

All’opening del 26 gennaio e domenica 29 gennaio, prima domenica di apertura al pubblico, “Polaroid easy art?” invita alcuni “special guest“: gli artisti di Polaroid Art Italy per realizzare delle dimostrazioni in cui far conoscere al pubblico la versatilità della tecnica Polaroid .


Roma. Evgen Bavcar Il buio è uno spazio.

Giovedì 18 gennaio 2012 alle ore 18, inaugura a Roma presso il Museo di Roma in Trastevere, la mostra “Il buio è uno spazio” di Evgen Bavcar che rimarrà aperta al pubblico dal 19 gennaio al 25 marzo 2012.

La mostra, promossa da Roma Capitale, Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico - Sovraintendenza ai Beni Culturali, è curata da Enrica Viganò. La produzione è organizzata da Admira in collaborazione con Galerie Esther Woerdehoff, Parigi. Supporto organizzativo e servizi museali Zètema Progetto Cultura.

Le immagini di Evgen Bavcar sono una vera e propria sfida al limite fisico della sua cecità. Ognuna di esse, nella sua poeticità, rimarca una volta di più quanto guardare e vedere siano due concetti estremamente diversi, e sottolinea la profonda sensibilità di questo incredibile fotografo che riesce a mostrarci aspetti del visibile a noi ignoti. Le opere prendono forma dai suoi ricordi e dalle suggestioni evocate dal mondo circostante, che Bavcar rielabora con grande profondità, creando “visioni dell’anima” oniriche ed emozionanti.

Evgen Bavcar è uno degli autori più apprezzati del mondo della fotografia ma è anche non vedente dall’età di dodici anni, quando due terribili incidenti hanno gettato nel buio la sua vita. Costretto a fuggire dall’oscurità esteriore trova rifugio nei luoghi più nascosti della propria anima, percorrendo territori inesplorati ed indefinibili e restituisce il frutto della sua ricerca attraverso una serie di immagini mentali che attinge da un “presepe di ricordi”. Dall’archivio della memoria estrae immagini che svelano un mondo interiore ricco e circondato di misteri. Le sue fotografie hanno il profumo della Slovenia ed esprimono il ricordo di spazi, luci e forme della sua infanzia. Molti gli chiedono come fa a fotografare. Risponde: “Mi dovete chiedere non come, ma perché fotografo. Scatto in rapporto ai rumori, ai profumi e soprattutto in relazione alla mia esperienza della luce. Poi scelgo le mie foto facendomi consigliare da amici con lo sguardo libero da ossessioni personali”.

La mostra in esposizione a Roma presenta una selezione delle sue famose stampe in bianco e nero e - in anteprima assoluta per l’Italia - alcuni dei suoi scatti a colori.

Biografia 

Nasce nel 1946 in Slovenia. All’età di 12 anni, dopo due incidenti a distanza di un anno, perde completamente la vista. Studia a Parigi dove si laurea in filosofia. Ha condotto trasmissioni radiofoniche per France Culture. Nel 1988 è stato fotografo ufficiale del Mois de la Photographie a Parigi. Dall’inizio degli anni Novanta, è tra i fotografi più richiesti d’Europa e nel 1992 l’editore francese Seuil ha pubblicato un suo volume con fotografie e saggi. Evgen Bavcar ha esposto il suo lavoro in molte mostre personali e collettive. Tra le prime ricordiamo Evgen Bavcar, Palazzo Bagatti Valsecchi, Milano, 1995; Evgen Bavcar, Galerie Susanne Zander, Colonia, 1995; Evgen Bavcar – Fotografie, Villa Oppenheim, Berlino, 2003; Evgen Bavcar - Wagen meiner Kindheit, Villa Oppenheim, Berlino, 2004. Tra le seconde, Face cachée, Galerie Esther Woerdehoff, Parigi, 2005;XIV Encuentros Abiertos de Fotografía-Festival de la Luz 2006 Argentina, Fundación Luz Austral, Buenos Aires, 2006.

L’artista vive tra Parigi e la Slovenia.

Scheda Info

Evgen Bavcar Il buio è uno spazio

Vernice: mercoledì 18 gennaio alle ore 18

19 gennaio - 25 marzo 2012, chiuso il lunedì

Museo di Roma in Trastevere

Piazza  S.Egidio 1B

Orari: Martedì-domenica 10.00-20.00

Info

Tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 21.00)

www.museodiromaintrastevere.it - www.060608.it

Dic 12

La fotografia del Giappone (1860-1910). I Capolavori

Per la prima volta in Italia, nelle sale dell’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti, l’affascinante selezione di oltre 150 stampe fotografiche originali realizzate dai grandi interpreti giapponesi ed europei di quest’arte, agli albori della storia della fotografia, fra il 1860 e i primissimi anni del Novecento.

Dal 17 dicembre al 1° aprile 2012, l’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti di Venezia ospita, per la prima volta in Italia, una mostra che presenta oltre 150 stampe fotografiche originali realizzate dai grandi interpreti giapponesi ed europei di quest’arte, agli albori della storia della fotografia, fra il 1860 e i primissimi anni del Novecento.

L’iniziativa, dal titolo La Fotografia del Giappone (1860-1910). I capolavori, curata da Francesco Paolo Campione, direttore del Museo delle Culture di Lugano, e da Marco Fagioli, coprodotta dal Museo delle Culture di Lugano e Giunti Arte mostre musei, cui si affianca, per l’appuntamento italiano, l’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti, propone i capolavori di uno dei più importanti capitoli della storia della fotografia - nata in Europa ma subito sperimentata in Giappone - proprio nel periodo in cui, abbandonando un isolamento che durava da trecento anni, il Paese del Sol levante si apriva all’America e all’Europa, influenzando, con le immagini e le espressioni della sua creatività, il gusto dell’intero Occidente.

Inaugurazione: venerdì 16 dicembre, ore 18.00

Sono esposte le opere di alcuni grandi fotografi delle origini, primo fra tutti l’inglese Felice Beato (1833 - 1907) che, con un piccolo gruppo di artisti giapponesi, diede vita a uno stile, chiamato Scuola di Yokohama, e a una tecnica particolare. Questi personaggi riuscirono a unire la fotografia, la forma artistica più d’avanguardia di quel tempo, con la tradizione delle grafiche giapponesi, realizzando stampe fotografiche su carta all’albumina delicatamente colorate singolarmente a mano da raffinati artigiani.

Queste immagini destinate prevalentemente ai viaggiatori stranieri, offrivano rappresentazioni del paesaggio e della cultura giapponese, con una funzione che è sostanzialmente quella di produrre souvenir di viaggio e della memoria esotica. Tale genere esprime uno stile fortemente riconoscibile che non trova, allora, eguali nel mondo per la qualità dell’interazione fra la stampa all’albumina, la raffinatezza della ricerca fotografica e la finissima colorazione che, in alcuni casi, produce un risultato finale vicino a quello delle moderne fotografie a colori. 

Il percorso espositivo, organizzato per sezioni indaga la rappresentazione del paesaggio e la natura “educata” dalla cultura, il gusto dell’esotismo e il profondo rapporto tra la fotografia e le stampe del ukiyo-e, l’immagine della donna còlta nei molteplici aspetti della bellezza sublime, come in quello dei mestieri e delle attività della casa, della bottega e dei campi e della donna di piacere, ritratta nei quartieri a luci rosse chiamati “città senza notte”. O ancora, l’analisi degli stereotipi dell’immagine maschile, dai samurai ai bonzi, dai lottatori di sumo a tutti gli interpreti quotidiani di una realtà ideale che, talvolta, declina anche verso l’«anormalità» e il capriccio. 

La relazione fra il sacro e il profano viene esaminata attraverso una serie di fotografie che ritraggono le attività lavorative e altre scene di vita comune, i templi, le cerimonie e le feste. 

La mostra si conclude con le opere dei grandi interpreti della fotografia giapponese e straniera, come Kusakabe Kimbei, considerato il maestro nel realizzare sofisticate fotografie all’albumina colorate a mano.

L’esposizione è accompagnata da un importante volume, pubblicato da GAmm Giunti, che affronta con il contributo di diversi specialisti i differenti aspetti della fotografia in Giappone.

Data Inizio:17 dicembre 2011 

Data Fine: 01 aprile 2012 

Costo del biglietto: Per informazioni 199.199.111 

Luogo: Venezia, Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti, Palazzo Cavalli Franchetti 

Orario: lunedì-domenica 10-18; chiuso martedì 

Sito Web: http://www.clponline.it

Venezia, Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti, Palazzo Cavalli Franchetti 

Città: Venezia 

Indirizzo: Campo Santo Stefano 

Provincia: (VE) 

Regione: Veneto 

Sito web: http://www.clponline.it



(Fonte: beniculturali.it)

Dic 07

Lucca Photo Fest.

Si prevede una forte affluenza di pubblico per l’ultimo weekend di apertura del LUCCA PHOTO FEST, anche per la coincidenza con il lungo ponte dell’Immacolata. Il pubblico del Festival Internazionale di Fotografia, che proviene da tutta Italia e dall’estero, è richiamato dalle mostre e dagli eventi collaterali che nella maggior parte dei casi sono anteprime ed esclusive mondiali, confermando che il Lucca Phot Fest è un evento ormai considerato un must nel mondo della fotografia internazionale.

Il tema di quest’anno è “Sguardi d’Oriente”, con una selezione di mostre ed autori che hanno emozionato, affascinato e coinvolto il pubblico in queste tre settimane di Festival.

Nella “passeggiata fotografica in città” si consiglia di non perdere assolutamente:

Real Collegio, oltre al padiglione dedicato alla Video Arte, presenta “L’India: aristocratici e antichi palazzi”, gli antichi palazzi, e i ritratti di aristocratici di alto lignaggio scattati tra la fine dell’800 e i primi del ‘900. 

“Felice Beato e la scuola di Yokohama”. una selezione di preziose immagini realizzate nel Giappone della fine dell’800 da Felice Beato e dai suoi seguaci. 

“I cinema itineranti dell’India”, reportage realizzato dal fotografo indiano Amit Madheshiya, che ha vinto il World Press Photo 2011 nella categoria “Arts and Entertainment”.

La fotografia della Cina contemporanea, trasgressiva e dissacrante, è rappresentata dai due geniali Li Wei e Wang Qing Song, le cui opere si stagliano magnificamente sullo sfondo degli affreschi di Villa Bottini. Il grande maestro della fotografia erotica giapponese, Nobuyoshi Araki, presenta alla Chiesa dell’Alba, una selezione di 20 polaroid inedite.

Nella Chiesa dei Servi, si susseguono emozioni diverse nelle tre mostre che vi sono allestite: Oh Soon Hwa, artista coreana delicata e poetica racconta la storia delle giovani spose del Delta del Mekong, l’eclettico artista di Singapore Jing Quek, racconta una sua personale mitologia con visioni accattivanti, coloratissime e provocatorie.

Si discosta, invece dal tema legato all’Oriente, la mostra di Enrico Genovesi “Spettacolo Nostalgia”, che ha vinto il ROBERTO DEL CARLO Photo Contest’11, un concorso internazionale che, grazie al sostegno del famoso brand di calzature lucchese, sta incentivando fortemente nuovi talenti della fotografia che con la partecipazione al Festival, hanno l’opportunità di essere conosciuti dal grande pubblico e dalla critica.

La Chiesa di San Cristoforo è la sede ideale per il World Press Photo 2011, la mostra del più importante concorso di fotoreportage del mondo.

Proseguiranno, invece, fino al 29 gennaio, le mostre di Palazzo Ducale e di Palazzo Guinigi.

A Palazzo Guinigi “VII Looks East”, una produzione del Lucca Photo Fest in anteprima mondiale che celebra il decennale della più importante agenzia di fotoreporters del mondo, la VII Photo Agency, che ha scelto il Festival lucchese come unico evento in Italia e il terzo in Europa (oltre ai festival di Arles e di Perpignan) per festeggiare questa importante ricorrenza. La mostra, dopo Lucca, inizierà un viaggio attraverso l’Europa e gli Stati Uniti.

A Palazzo Ducale, la suggestiva, struggente mostra del main guest del Festival, il maestro giapponese Kenro Izu, che ha conquistato la critica nazionale non solo con le sue opere, ma anche con la sua straordinaria umanità.

Nella Galleria dell’Ammannati, un tuffo nella Tokyo contemporanea, con le immagini in grande formato di Francesco Jodice, premiato con il Nikon Taf per la fotografia italiana 2011.

Ancora a Palazzo Ducale, “Here? or There?” opera onirica dei cinesi Lin Tian Miao e Wang Gong Xin, che nel 2002 fece scalpore alla Biennale d’Arte di Shanghai. 

Le mostre a Palazzo Ducale e Palazzo Guinigi, proseguono fino al 29 gennaio, una straordinaria opportunità per tutti coloro che vogliano vedere o rivedere queste rare e preziose immagini.

Il programma può essere consultato al sito www.lupf.it

Nov 30

Nur (Luce) fotografie di Monika Bulaj @ Officine Fotografiche di Roma.

 

Venerdì 16 dicembre 2011, alle ore 18.00, inaugura, presso le Officine Fotografiche di Roma, Nur (Luce) fotografie di Monika Bulaj. A cura di Maurizio G. De Bonis e Valentina Trisolino per Punto di Svista, la mostra, organizzata da Officine Fotografiche, rimarrà aperta fino al 15 gennaio 2012. 

 Nur, ovvero ‘luce’: questo è il nome che la fotografa Monika Bulaj ha dato al suo progetto fotografico incentrato sull’Afghanistan. La sua è una prospettiva originale, mimetica nel senso più stretto del termine: Bulaj si è letteralmente calata nella realtà complessa e sfaccettata di un mondo di cui, nel cosiddetto Occidente, giungono solo echi di violenza, guerra e strenui tentativi di un fondamentalismo mai domo di restaurare un clima di terrore e oscurantismo a fronte di un difficile cammino verso la democrazia

L’esposizione, composta da trentasette immagini, di cui alcune di grande formato, pone la propria attenzione sulla realtà afgana, la quale pur conoscendo la sovraesposizione mediatica internazionale da ben dieci anni rimane, special modo per il mondo occidentale, un’enigma velato di paure e pregiudizi. L’obiettivo del suo progetto è stato quello di mostrare il mondo nascosto del popolo Sufi, le tribù nomadi e le minoranze che abbracciano quest’antichissima tradizione pre-islamica, disprezzata dai talebani wahhabita.

Monika Bulaj, con un taccuino e una fotocamera Leica, ha esplorato da sola questo Paese, ne ha respirato l’essenza, conosciuto la bellezza umana e del paesaggio. Si è inondata di luce, una luce che rende unico questo territorio e che lei stessa definisce “un giardino luminoso”. Lo scopo della Bulaj è quello di evitare gli stereotipi e di vivere dal di dentro la vita delle popolazioni che intende studiare e capire. La fotoreporter polacca è artefice di una fotografia documentaria non di consumo, né banalmente cronachistica, quanto piuttosto di intensa e appassionata analisi della condizione esistenziale di esseri umani di cui in occidente si ha spesso un’idea distorta.

Monika Bulaj (1966) è una fotografa, documentarista e reporter polacca. Da anni vive in Italia, a Trieste. Ha collaborato per diverse testate giornalistiche tra le quali Il Venerdì di Repubblica, National Geographic, EAST – European and Asian Strategies, La Repubblica, D – La Repubblica delle Donne, Io Donna – Corriere della Sera, Internazionale. Ha pubblicato diversi libri tra i quali “Libya felix”, Mondadori 2002; “Donne, storie e progetti”, Alinari 2004; “On the move”, SKIRA 2007; “Genti di Dio. Viaggio nell’Altra Europa”, con la prefazione di Moni Ovadia, Frassinelli 2008. Nel 2005 ha vinto il premio Grant in Visual Arts 2005 da parte di European Association for Jewish Culture e nel 2009 il Premio Chatwin “Occhio assoluto”.

Nur (Luce). Fotografie di Monika Bulaj

A cura di Maurizio G. De Bonis e Valentina Trisolino per Punto di Svista

Inaugurazione, venerdì 16 dicembre 2011 ore 18.00
A seguire l’incontro con l’autrice

La mostra prosegue dal 16 dicembre 2011 al 15 gennaio 2012

Dal lunedì al venerdì H 10.00/13.00 – 15.00/19.30

INFO
Punto di Svista: www.puntodisvista.net / info@puntodisvista.net

Officine Fotografiche via G. Libetta, 1 00154 Roma

www.officinefotografiche.org / info@officinefotografiche.org

Nov 25

Nostalgia. Le fotografie di Marco Soellner da Wo-ma’n, la prima Home - Gallery dedicata alla fotografia.

Sabato 26 Novembre 2011 alle ore 18.00, inaugura a Roma presso la Home Gallery Wo-Ma’n, la mostra dell fotografo Marco Soellner dal titolo Nostalghìa, curato da Auronda Scalera, che rimarrà aperto al pubblico dal 26 Novembre al 22 Dicembre 2011.

La mostra è promossa da Officine Fotografiche e fa parte della Fase 2 di OcchiRossi Festival dove “Le Mostre Invadono la Città” e i luoghi non convenzionali, quali bar, panetterie, edicole, trattorie, fruttivendoli e parrucchieri, diventano spazi espositivi, per portare la fotografia ovunque e renderla accessibile non soltanto a un pubblico specializzato.

Wo-ma’n è la prima home - gallery dedicata alla fotografia, un progetto nato a Roma nel 2010 dall’idea di Auronda Scalera e dalla passione dei fotografi Marta Rossato e Wolfango De Spirito, che hanno deciso di fondere il concetto di casa con quello di galleria. Dal living alla cucina, dalla doccia alle cabine armadio, tutti gli ambienti sono messi a disposizione per essere luoghi espositivi e, di volta in volta, ogni autore sarà chiamato a confrontarsi con questa nuova idea di esposizione. Ogni mostra diventa così un evento informale, simile ad una cena tra amici. L’auspicio è che questo nuovo modo di fruire l’arte e la fotografia si dilati velocemente per creare una rete di “case fotografiche” dove poter dare spazio a nuove idee e modi per godersi la fotografia.

La seconda mostra ospitata nella home-gallery è Nostalghia/Ностальгия, dove l’autore Marco Soellner si fa ispirare dal concetto di tempo ma soprattutto dal lavoro del cineasta russo Andrej Tarkovskij che vedeva nella fotografia la possibilità di fissare il tempo e documentare la sua prossimità alla memoria. Le foto di Marco Soellner lavorano sulla fusione di passato e presente, il valore nostalgico dell’immagine, l’estetica del ricordo e, il tempo vivido delle foto è una finestra che dilata l’occhio su spazi immaginari.


L’autore è un archeologo del tempo, che ci svela luoghi a noi vicini ma sconosciuti di Roma, giocando con atmosfere sospese come se non appartenessero a nessun tempo preciso ma soltanto alla sostanza dei ricordi. Nostalghia è ciò che rimane rispetto a ciò che scorre: cattura l’immobilità degli affetti soffusi e diffusi tra tende che filtrano il tempo e disintegra i corpi nella luce pulviscolare del sole. Il Tempo qui gioca, tra l’eterna tensione d’essere immobile e nello stesso tempo immerso nella mobilità della vita che lo trascina inesorabilmente in esilio.

Sabato 26 Novembre, alle ore 19, la serata inaugurale sarà arricchita dalla proiezione del video Nostalghia/Ностальгия, realizzato dall’autore per l’occasione.

MEMORANDUM – Festival della Fotografia Storica

Apre a Roma dal 2 dicembre 2011 al 13 gennaio 2012 il Festival della Fotografia Storica ME-MORANDUM, che l’ICCD propone per la prima volta nella capitale. Promossa dall’Associazione Stilelibero in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Biella e l’ICCD, la mostra è allestita all’interno dell’ex chiesa delle Zitelle nel complesso del San Michele a Roma.
Sono in mostra i reportage di indagine sociale di Giancarlo Terreo, 50 anni di storia popolare, dall’Italia ai Balcani, di proprietà della Cassa di Risparmio di Biella. Accanto al fotografo scom-parso nel 2006 troveranno spazio altri archivi: dalle foto della guerra di Crimea di James Ro-bertson (Archivi Alberti La Marmora), all’automobilismo sportivo (Archivi Pirelli), ai primi voli in aerostato (Fondazione Famiglia Piacenza). Materiali che hanno animato la 2a Edizione del Festival, tenutasi a Torino e Biella nel febbraio-marzo 201.


MEMORANDUM – Festival della Fotografia Storica si pone come obiettivo la valorizzazione di immagini di grande valore storico-culturale e di forte impatto emotivo ma spesso sconosciute, rendendole “visibili”, alcune per la prima volta, al grande pubblico.
Oltre alla diffusione di questo ricchissimo patrimonio culturale “nascosto”, il progetto si propone di aprire una discussione sui temi legati all’archiviazione, dando vita ad una rete di soggetti attivi in questo settore. L’evento dunque non è finalizzato alla mera fruizione ma vuole realizzare un risultato concreto e aperto a successivi sviluppi, proponendo strumenti e competenze che possano contribuire ad alimentare nel tempo forme di attenzione attiva, spunti operativi, avvio di nuove professionalità relativi ai temi su cui il progetto è incentrato.


Informazioni utili:
inaugurazione 2 dicembre 2011, ore 18,00
Prenotazone: non necessaria - telefono visite guidate 3-4 dicembre 2011: 06 58552220
Orario: 3 dicembre 2011 - 13 gennaio 2012, dalle 10,00 alle 18,00, esclusi sabato, domenica e festivi; Sabato 3 e domenica 4 dicembre apertura straordinaria visite guidate con i curatori su prenotazione tel. 06 58552220

Roma, Istituto Centrale per il catalogo e la documentazione
Città: Roma
Indirizzo: Via di San Michele a Ripa 18
Provincia: (RM)
Regione: Lazio
Telefono: 06 58552220
Fax: 06 58332313
E-mail: ic-cd@beniculturali.it
Sito web: http://www.iccd.beniculturali.it

L’Italia e gli Italiani. Nell’obiettivo dei fotografi Magnum

Un progetto fotografico d’autore promosso da Intesa Sanpaolo nell’ambito di Progetto Cultura, in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia.
Per alcuni secoli la tappa italiana del Grand Tour, il lungo viaggio nell’Europa continentale, ha rappresentato un momento imprescindibile nella formazione delle classi colte europee.
Il “Viaggio in Italia”, tra i monumenti della Roma antica, le rovine di Pompei ed Ercolano, tra Torino, Venezia, Firenze, Bologna, Napoli e la Sicilia, nella culla di una cultura e di un’arte tra le più affascinanti del Continente, era ritenuto un’esperienza indispensabile per l’educazione dei giovani europei.
Come a riprendere quest’antica e affascinante tradizione culturale, nove grandi fotografi dell’Agenzia Fotografica Magnum hanno ripercorso il nostro Paese per un reportage in chiave attuale e ce ne consegnano un’istantanea.
La missione fotografica, che si è articolata nel corso di sei mesi, è stata affidata a Christopher Anderson, Harry Gruyaert, Mark Power, Mikhael Subotzky, Donovan Wylie, Richard Kalvar, Bruce Gilden, Alex Majoli, Paolo Pellegrin.
Il risultato di questo lungo lavoro sono oltre 400 scatti del tutto inediti, esposti nella mostra L’Italia e gli Italiani. Nell’obiettivo dei fotografi Magnum. Curata da Gianfranco Brunelli e Dario Cimorelli, l’esposizione è allestita nella prestigiosa sede di Palazzo Reale a Torino, dal 24 novembre 2011 al 26 febbraio 2012, organizzata da Intesa Sanpaolo in collaborazione con la Città di Torino, la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte e la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Torino, Asti, Cuneo, Biella e Vercelli.
La mostra è realizzata in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, nell’ambito di Progetto Cultura, l’ambizioso programma pluriennale di Intesa Sanpaolo che comprende un insieme di interventi ideati e curati dall’Istituto, destinati a valorizzare i beni culturali e artistici che costituiscono l’incomparabile ricchezza d’Italia.
Il Progetto è caratterizzato da un approccio alla cultura che scaturisce dalla piena consapevolezza che il ruolo di un’impresa bancaria di rilevanza nazionale è quello di concorrere non solo alla crescita economica, ma anche, e inscindibilmente, a quella culturale e civile del Paese.



La mostra L’Italia e gli Italiani non intende riproporre la ricostruzione nostalgica dei paesaggi, delle prospettive e delle vedute oramai inesorabilmente perdute, ma dare immagine alla vita dell’Italia e degli Italiani nel 2011, un’occasione di riflessione sulla contemporaneità. Ha inoltre l’obiettivo di raccontare un paese che si è sempre presentato come un insieme eterogeneo di molti e diversi elementi, dove la storia e la contemporaneità si intrecciano, convivono, si oppongono, dove la tradizione si confronta con l’innovazione, le strutture urbanistiche con le nuove richieste sociali, il paesaggio con l’industria in un susseguirsi continuo di coerenze e contraddizioni, armonie e dissonanze.
Il viaggio fissa nella memoria un’immagine del paesaggio naturale e di quello artificiale, di luoghi e persone.
Si tratta di un racconto che si snoda attraverso quelli che potremmo definire i depositi della memoria (i borghi, le città, le piazze, le biblioteche) e i nuovi luoghi d’incontro; le relazioni e le abitudini degli italiani; il presente e il divenire; le marginalità sociali e le solidarietà; la ricerca e le menti.


In occasione della mostra è pubblicato il catalogo delle foto (Silvana Editoriale), a cura di Gianfranco Brunelli e Dario Cimorelli con testi di Marco A. Bazzocchi, Pippo Ciorra e Flaminio Gualdoni.

Data Inizio:25 novembre 2011
Data Fine: 26 febbraio 2012
Costo del biglietto: gratuito
Luogo: Torino, Palazzo Reale, piazzetta Reale  

Orario: tutti i giorni dalle 9.30 alle 18.30; chiuso lunedì

Nov 22

Visita guidata gratuita alla mostra di Aleksandr Rodenko al Palazzo delle Esposizioni di Roma. A cura di Csf Adams

“L’Avanguardia russa del XX secolo rappresenta un fenomeno unico non solo nell’ambito della cultura russa, ma in quello della cultura universale. La straordinaria energia creativa prodotta dagli artisti di quella formidabile stagione rappresenta ancora fonte di nutrimento per la cultura artistica d’oggi. Aleksandr Rodenko (1891-1956) è stato senza dubbio uno dei principali generatori di questa stagione creativa e intellettuale, rispecchiandone perfettamente lo spirito e l’aura mitica. Pittura, design, teatro, cinema, grafica e fotografia, sono gli ambiti disciplinari in cui il portentoso talento di questa affascinante figura d’artista si è cimentato, aprendo nuovi percorsi creativi per lo sviluppo successivo di ciascuno di essi. I primi anni Venti, in Russia, rappresentarono un periodo di transizione, in cui sperimentazione artistica e sociale coincisero. Fu allora, esattamente nel 1924, che Rodenko concentrò la sua principale attenzione sulla fotografia, col risultato di produrre un vigoroso cambiamento nel concetto stesso di quel mezzo espressivo. Da mero strumento di registrazione della realtà, la fotografia divenne un mezzo per la rappresentazione dinamica di costruzioni intellettuali. Rodenko introdusse in fotografia i principi dell’ideologia costruttivista, sviluppando metodiche e strumenti per la sua applicazione. Il “Metodo Rodenko”, che comprendeva il ricorso a composizioni diagonali, sfocati progressivi, inversioni orientative, si trasformò col tempo in un repertorio di “figure retoriche” a disposizione di quegli artisti che, attraverso l’adesione al linguaggio costruttivista, credevano nella possibilità di una trasformazione migliorativa del mondo e della civiltà. Negli anni ‘30, soprattutto verso la fine del decennio, esasperato dalle critiche e dalla persecuzione del regime sovietico, Rodenko decise di ridiscutere le forme più radicali del suo pensiero creativo e si orientò ad un’adesione progressiva verso i principi estetici del Realismo Socialista, senza tuttavia mai rinunciare ad un’interpretazione originale e creativa degli stessi.
Grazie alla tenace salvaguardia degli archivi famigliari, l’immenso patrimonio d’immagini di Rod enko è confluito nel primo museo russo dedicato alla fotografia, la House of Photography of Moscow, che insieme ai famigliari e ai maggiori specialisti di questo settore ha promosso una lunga e meticolosa campagna di studi di cui questa mostra è il risultato. Curata da Olga Sviblova, direttore della House of
Photography of Moscow, la mostra presenterà circa 300 opere tra fotografie originali, fotomontaggi e stampe vintage.”

Info:

http://www.csfadams.it/

http://www.palazzoesposizioni.it/MediaCenter/FE/CategoriaMedia.aspx?idc=544&explicit=SI

 Vi accompagniamo a vedere la mostra

Domenica 27 novembre ore 10.30

Appuntamento all’ingresso del Palazzo dell’esposizioni - Via Nazionale 194 Roma

Aperto a tutti, cogliete l’occasione di una visita guidata gratuita

(ma non dell’ingresso che è a pagamento)

Nov 21

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